PARROCCHIA
DI SAN PIO X (CIARNIN)
1
- PROEMIO: LA LOCALITÀ «FORNACI» E «CIARNIN»
Fra
le parrocchie di più recente costituzione nella Diocesi di Senigallia abbiamo
questa, sulla strada statale n.16 verso Ancona, in località Fornaci, ma più
conosciuta come Ciarnin.
Fino
al 1958 i fedeli di questa zona appartenevano alla parrocchia di S. Maria ad
Nives, detta anche del Portone, ma la distanza dalla chiesa impediva ai più di
essere assidui alle sacre funzioni.
Si
suppliva con chiesette rurali, dove un cappellano celebrava la Messa nei giorni
festivi.
Ne
ricordiamo due:
1)
la chiesetta sussidiaria della Gabriella, dedicata a S. Nicola da
Tolentino e appartenente alla famiglia dei Marchesi Baviera, ma «edificata
prima del 1682 da Gabrielle Gabrielli».
Questa
chiesetta è più a monte e serve ancora da sussidio alla nuova chiesa.
2)
la chiesa rurale del Cavallo, dedicata a S. Bartolomeo, appartenente alla
Casa Cavalli fin dal 1734, ricostruita nel 1796.
2
- EREZIONE DELLA NUOVA PARROCCHIA
In
tempi moderni il luogo vide un aumento di popolazione tutt'ora in atto,
specialmente per lo sviluppo del turismo. Nei mesi d'estate molti bagnanti
popolavano il Ciarnin ed erano desiderosi di santificare la festa. Fu così che
il vescovo di Senigallia, Mons. Umberto Ravetta, decise di istituire questa
parrocchia.
La
località veniva detta «Fornaci» dal nome di un edificio ivi esistente, di
proprietà del Demanio, che fu poi comprato dalla parrocchia stessa per farne un
asilo e una colonia marina; perciò quel nome fu dimenticato a favore di un
altro detto «Ciarnin». L'origine di questo nome dialettale deriva molto
probabilmente dalla promessa dei clienti di una vecchia osteria sita in quel
luogo, che nell'accomiatarsi esprimevano il loro gradimento per la buona tavola
e il buon vino, assicurando: «ci arnin» - ossia: «ci ritorniamo».
La
Bolla Vescovile di erezione della Parrocchia è del 4 agosto 1958.
Gli
abitanti del luogo erano in tale data circa 600, divisi in 120 famiglie, ma nel
periodo da giugno a settembre questo numero cresce in modo eccezionale.
Patrono
è S. Pio X unitamente alla. Madonna della Strada - devozione iniziata con D.
Remolo Farinelli che notò la pericolosità della strada statale in questa
località.
I
confini furono stabiliti a nord dal mare, a est dal Rio delle Fornaci (aldilà
del quale comincia la parrocchia di S. Antonio della Marzocca) e dalle vie
Gabella e Ferriere; a sud, dalle vie di Morignano, Montalbino e Cavallo, fino a
Villa Morpurgo; a ovest, dal Canale delle Portello, fino a Via del Cavallo.
Questa
divisione ebbe vigore «a die currentis anni 1958».
Come
tributo alla parrocchia matrice del Portone, il parroco del Ciarnin era tenuto
ogni anno a presenziare alla messa solenne nella festa di S. Maria ad Nives,
mentre il parroco del Portone avrebbe celebrato al Ciarnin per la festa di S.
Pio X.
(Vedi
Bolla di erezione della Parrocchia: Allegato n. 1).
5
- IL PRIMO PARROCO
II
primo parroco fu D. Remolo Farinelli, nominato il 1° maggio 1959.
Non
esistevano ancora nè la chiesa nè la canonica, che furono costruite ex novo
con un contributo governativo e con molte offerte dei fedeli. Finché non fu
terminata la canonica, D. Romolo abitò nella casa di un contadino e celebrò la
Messa in un locale della Colonia Miliani.
Questo
sacerdote, attivissimo (era nato nel 1926 ed aveva solo 33 anni quando cominciò
ad esercitare il suo ministero al Ciarnin) realizzò imprese grandiose con
alterni risultati economici e per questo subì anche critiche perchè troppo
teso alle cose materiali, ma bisogna ricordare che in quanto a cose spirituali,
da giugno a settembre, quando il Ciarnin era gremito di bagnanti, D. Remolo
provvedeva alla celebrazione di ben DIECI MESSE fra il sabato e la domenica.
(dalle sue carte parrocchiali si è ritrovato l'elenco degli orari e cioè tre
Messe al sabato sera: alla parrocchiale, al Camping Domus e al Camping Holiday.
Tre la domenica mattina: due alla parrocchiale e una alla chiesetta sussidiaria
della Gabriella. Quattro al pomeriggio: alle 18,30 alla parrocchiale, e poi fino
alle 20,30 ai Camping Verde Mare, alla Spiaggia di Velluto e all'Albergo Liana).
Don
Romolo svolse un ministero estenuante che richiese una grande energia senza
risparmio. Don Romolo lo continuò per 22 anni, fino alla morte immatura che lo
colse a 56 anni in un tragico incidente stradale il 30 novembre 1981.
4
- INIZIO DEI LAVORI DEL NUOVO COMPLESSO PARROCCHIALE
La
prima pietra della nuova chiesa fu posta il 7 giugno 1959, con grande solennità
ed esultanza dei parrocchiani in festa. Il vescovo mons. Ravetta fece
distribuire un ricordo a stampa di questo avvenimento.
Esprimeva la sua commozione dicendo che tra le consolazioni di un
vescovo, quella di poter dare alle anime un sacerdote, erigendo una nuova
parrocchia, è certo la più cara e la più preziosa e che questo giorno
memorabile avverava il suo desiderio proprio nell'anno del suo cinquantesimo di
sacerdozio.
Il
parroco P. Enrico Berretta (il IV parroco del Ciarnin), scriveva spesso sulla
Voce Misena e ricordava con affetto il vescovo e il parroco che fondarono la
chiesa: diceva che «... è stato il vescovo Umberto Ravetta ad avere
l'ispirazione di dedicare la nuova parrocchia a S. Pio X, papa dell'Eucarestia
ed un santo dei nostri giorni. Papa Giovanni XXIII donò una reliquia di S. Pio
X - portata a Senigallia dal Card. Piazza - per il cinquantesimo del vescovo
Ravetta.
Il
13 luglio 1959 dopo il solenne pontificale in Duomo, la reliquia fu consegnata a
don Romolo e a tre rappresentanti della comunità: Vincenzo Mazzarini, Dario
Servadio e Luigi Sebastianelli.
Fu
depositata nella chiesetta della Gabriella, perché la parrocchiale non era
ancora ultimata;
il
prezioso reliquiario fu portato nella nuova chiesa il 17 dicembre dello stesso
anno, di sera, con lunga e festante processione.
La
processione era rischiarata dalle fiaccole dei fedeli; falò di gioia si
accendevano nei prati lungo la strada. E qui don Enrico ricorda che mons. Sarto,
non ancora papa, passò col treno per andare a Loreto proprio rasento al luogo
dove sarebbe poi sorta la sua chiesa. Chissà sé notò la bellezza di quei
prati allora solitari e tanto vicini al mare! Non poteva certo immaginare che lì
sarebbe sorta una chiesa dedicata a lui.
La
chiesa fu terminata in sei mesi: il 13 dicembre 1959 si ebbe la benedizione
della chiesa e la consacrazione dell'altare maggiore. Riportiamo in allegato 4
il testo della pergamena racchiusa nel sepolcreto dell'altare maggiore.
La
chiesa ha una sola navata ed è abbastanza grande per il numero dei fedeli, come
dice la peri-
zia
dell'ing. Terenzi: circa 300 mq. È di stile moderno ma dignitosamente sobria
(il rosone e le lesene fanno ricordare in certo modo lo stile romanico).
C'è
un solo altare e 20 panche per i fedeli. La canonica ha due piani con otto
camere; comunica
con
l'ufficio parrocchiale che a sua volta comunica colla sagrestia e con la Chiesa.
L'edificio
delle
attività pastorali comprende 12 vani; c'è poi il campanile e il battistero
ottagonale, fuori
della
chiesa, come nel medioevo.
Per
il campanile c'è da ricordare la pietosa storia della prima campana, donata
dalla Sig.ra Gisela Kunkler in ricordo di suo marito Klaus, perito tragicamente
sulla strada statale 16, mentre erano in viaggio di nozze in Italia e, in
particolare, d'affari al Ciarnin( Klaus era un direttore turistico alla ricerca
di luoghi di villeggiatura per i suoi connazionali):
Da
qui è nata anche la devozione di Don Romolo verso la SS. Vergine sotto il
titolo: «Madonna
della
Strada».
Questo
argomento della prima Campana è stato pubblicato su Famiglia Cristiana.
Poi
vennero le altre campane.
Il
complesso campanario fu inaugurato e benedetto il 18-1-1962.
In
Allegato n. 5 riportiamo le quattro belle iscrizioni incise nelle singole
campane.
La
dote della parrocchia era costituita da un piccolo terreno di neanche un ettaro
e da tre appartamenti da affittare. Con questi pochi mezzi, Don Romolo iniziò
la sua gigantesca impresa la costruzione e l'organizzazione delle opere
pastorali e delle colonie estive.
Nel
1962 si adoperò per acquistare dal Demanio l'ex caserma Fornaci, l'ebbe per
2.400.000 lire e l'usò per costruire un asilo infantile e una colonia marina.
Nella
relazione della visita Pastorale nel 1982 sono elencate tutte le opere che
questo prete di talento costruttivo aveva saputo realizzare; alcuni lo
criticavano, come già detto, per il tempo che dedicava alle pratiche
amministrative, ma intanto egli otteneva di poter assistere attualmente gli
ospiti della stagione estiva; nello stesso tempo dava lavoro a parecchi abitanti
del luogo, mentre anche gli altri, più o meno indirettamente, beneficiavano
della situazione e delle attività da lui istituite.
LE
ATTIVITÀ E LE OPERE DI DON ROMOLO FARINELLI
Don
Romolo Farinelli ebbe la grande benemerenza di aver portato a termine il vasto
complesso Parrocchiale (Chiesa-Canonica-Locali Pastorali) e di aver promosso
molteplici attività sociali tra cui ricordiamo in particolare le Colonie e i
Campeggi.
Le
colonie e i campeggi diretti da D. Romolo furono 4:
Colonia
Miliani, con 15 signorine sorveglianti e 10 inservienti. (Alcuni mobili e
oggetti erano
prestati
dalla Colonia del Seminario, ma tutto il resto fu comprato e procurato da D.
Romolo e gli apparteneva personalmente).
Camping
o Campeggio Domus, con 26 roulottes e tutto l'altro materiale necessario. Ogni
cosa era stata procurata da D. Romolo e gli apparteneva.
Soggiorno
Stranieri, per la maggior parte austriaci, con la direttrice e il sacerdote
parimenti austriaci; quest'istituzione era tanto apprezzata che anche dopo la
morte di D. Romolo giunsero dall'estero un gran numero di domande perché fosse
conservata e continuata.
Centro
Vacanze: assistenza diurna a ragazzi di altri paesi venuti alla spiaggia del
Ciarnin
D.
Romolo realizzava ogni anno uno spettacoloso presepio del valore di parecchi
milioni, ed era allestito ogni anno con particolari inediti cosicchè migliaia
di persone lo visitavano (pagando il biglietto). Questo presepio era costruito e
gestito con la collaborazione del Gruppo Giovani della parrocchia, sotto la
responsabilità di un valido collaboratore del parroco: il sig. Otello Cav.
Santelli, esperto in ogni genere di organizzazione e amministrazione. La
Gestione Presepi aveva altre due iniziative che attiravano visitatori: una
Mostra Presepi interessantissima, giunta ad una ottantina di esemplari; presepi
di varie epoche e stili e una collezione di francobolli di vari Stati sul tema
del presepio. Il tutto era valutato, nel 1981, del valore di 22 milioni. (Vedi
appendice n. 6).
La
vita parrocchiale era organizzata altrettanto bene:
un
solido e attivo Consiglio Pastorale di 15 unità, presieduto da Otello Santelli;
un
Gruppo Corale conosciuto anche fuori della Diocesi (15 elementi);
un
gruppo di 10 Chierichetti;
un
Centro Ricreativo per i giovani, sistemato in un locale-mansarda con baretto,
ping-pong, stereo e biliardo;
Ritiri
di Perseveranza per gli uomini, con confessione e comunione, ogni seconda
domenica del mese.
Nel
1978 vi furono le Missioni, coll'esposizione della Madonna della Speranza,
venuta dal Duomo.
Don
Romolo sosteneva da solo tutte queste attività, col valido del Consiglio
Pastorale, per la parte amministrativa; ma d'estate, quando c'erano moltissimi
bagnanti, alla cura delle anime collaboravano fraternamente, D. Pietro Sallei,
parroco di Montignano e D. Adelelmo Santini, parroco di S. Silvestro.
Inoltre
don Romolo aveva in programma altri lavori richiesti per allargare e sistemare
il piazzale della Chiesa; la corte della Canonica e dei Locali Pastorali, il
Campo Sportivo e la sovraelevazione dell'edificio per le attività parrocchiali.
6
- LA MORTE DI DON ROMOLO FARINELLI
Dopo
aver portato la Parrocchia al massimo splendore, all'improvviso Don Romolo trovò
tragica morte in un terribile incidente stradale: fu travolto da un camion,
mentre camminava verso la Chiesa a fianco di Mons. Mencucci, per individuare un
terreno limitrofo per allargare a sinistra della Chiesa, il piazzale, perché
quello esistente sarebbe stato espropriato dall'ANAS per evitare le due
pericolose curve, chiamate il «Serpentino della morte», che si snodavano
davanti alla Chiesa; era il 30 Novembre 1981.
Il
funerale fu solenne, affollatissimo e oltremodo commovente. I giovani della
Gestione presepi stabilirono di usare parte dell'incasso presepio 1981 (che fu
poi di 4 milioni), per erigere un busto in memoria di Don Romolo.
Nel
giorno Trigesimo della sua morte venne pubblicato un Foglio - Ricordo con le più
belle testimonianze di affetto, di ammirazione e di gratitudine a questo
Sacerdote: lo riportiamo parzialmente perché rimanga nella Parrocchia di S. Pio
X la perpetua e grata memoria del suo fondatore:
IN
MEMORIAM
Don
Romolo Farinelli
Nato
a Montemarciano 1'8-2-1926
Ordinato
Sacerdote il 10-3-1951
Parroco
del Ciarnin dal l-V-1959
Perito
in un tragico investimento stradale il 30-XI-1981
*
* *
La
mamma, la Parrocchia
l'unanime
compianto del Presbiterio
e
degli amici
lo
ricordano nel XXX della sua morte
TESTIMONIANZE
Le
mie azioni potevano apparire più limpide, ma di fronte a Dio ho avuto delle
buone intenzioni e se qualche volta ho sbagliato è stato proprio per avere
voluto bene al prossimo e questo per amore di Dio. Ho cercato di restare
staccato dagli interessi umani, anche se per vari motivi ho dovuto lavorarci in
mezzo. Nelle attività ho cercato di vedere Dio, in qualsiasi azione umana ed ho
cercato di portare a Dio coloro che mi hanno avvicinato.
Dal
Testamento di Don Romolo
*
* *
Due
volte ho offerto al Signore il mio unico figlio: la prima quando ha scelto il
sacerdozio e per tanti anni sono stata vedova e sola; la seconda il 30 novembre
scorso, quando la morte me lo ha rapito in modo così improvviso: mi sono
sentita come Maria Santissima ai piedi della Croce.
La
mia sola speranza mi sostiene: che dopo il Venerdì Santo sorgerà l'alba della
Resurrezione.
La
mamma
*
* *
Grande
è il nostro dolore per la morte di Don Romolo, ancora nelle pienezza delle sue
energie e impegnato senza tregua e nel suo ministero...
nato
il suo «Ciarnin», la comunità parrocchiale di San Pio X, per la quale si è
speso dal 1959 ad oggi. Ne fu il primo Parroco e il fondatore, su invito del
Vescovo Mons. Ravetta di felice memoria. Vi arrivò quando non vi era ne chiesa,
ne casa, ne opere parrocchiali; prese alloggio in una casa colonica; lascia un
magnifico complesso parrocchiale. Ha cementato una comunità da buon pastore;
conoscendo uno per uno, vicino sempre a ciascuno in occasioni liete e tristi,
sensibile e coinvolto in ogni iniziativa di promozione, spesso anzi promotore.
Dalla
Omelia funebre di Mons. Vescovo
*
*
angosciato
e smarrito il mistero di Dio, espresso nel versetto evangelico: «Due saranno
nel campo- uno preso e l'altro lasciato» (Mt. 24-40). Solo la Fede può alzare
il velo che incombe su questa tragedia, ispirandoci ad avvicinare il capo
insanguinato di D. Romolo a quello di Gesù crocifìsso e coronato di spine.
Sine
sanguinis effusione non fìt remissio!
Don
Angelo
*
* *
*
* *
Caro
Don Romolo, chi ti scrive è il tuo piccolo coro al quale tu eri paternamente
affezionato.
Tu
per noi tutti avevi una parola di speranza; per tutti eri il Parroco, il
fratello, l'amico. Ognuno di noi veniva a bussare alla tua porta e, in qualsiasi
momento, tu eri sempre disponibile a tendere la mano e a portare quell'aiuto che
noi ti chiedevamo. Per tutto questo noi ti ringraziamo e, anche se la tua figura
umana non sarà più presente tra noi, in noi rimarrà sempre presente il tuo
insegnamento e il tuo ricordo.
Per
questo anche noi oggi, in così tanto dolore, noi del piccolo coro canteremo e
continueremo a cantare quegli inni che a te piacevano tanto.
Arrivederci
dunque Don Romolo!
I
tuoi amici del coro
*
* *
Conoscevo
D. Romolo quasi da 20 anni... Sapeva bene quello che faceva e quello che voleva,
sempre da Ministro di Dio, operoso anche nelle cose del mondo allo scopo di
aprire un varco alla fede nella carità... La Colonia è stato un terreno
fertile di apostolato. In tempi così difficili per la Chiesa non si può
trascurare l'opportunità di predicare, da laici, un modo di passare le vacanze,
serene ed impegnate, con la presenza di un sacerdote...
Nevio
Rossetto Direttore della Colonia
Per
volere dei Parrocchiani fu eretto un piccolo Monumento a Don Romolo:
Il
Busto in bronzo è opera dello scultore Romolo Augusto Schiavoni. Per la
circostanza l'amico Tarcisio Vittori ha pubblicato un fascicolo di una ventina
di pagine dal titolo:
«DON
ROMOLO - UN PRETE UOMO».
Lo
scrittore fa nel volumetto «in Memoriam», questa premessa:
Una
dimostrazione della Fede operante sulla valorizzazione dell'uomo - suggerita da
Giovanni XXIII, perseguita da PaoloVI e Giovanni Paolo I - costituisce oggi, con
Giovanni Paolo II, il motivo dominante, predominante, della catechesi
ecclesiale. Don Romolo, nell'arco della sua vita terrena, ha attuato - forse
precorso - questo nuovo profondo indirizzo apostolico e ha riversato la sua
anima, decisamente estroversa, a «piene mani» e a «tutto cuore» sul «prossimo»,
senza alcuna distinzione di classi e di censo, da uomo a uomo, con l'afflato
carismatico immessogli dallo Spirito Santo il giorno, in cui divenne suo
ministro. (10/3/1951).
«Preghiera
e Azione» - o se del caso - «azione e preghiera»: ecco, in una frase, il
programma della missione terrena di don Romolo Farinelli. La creazione di una
parrocchia, con mezzi finanziari limitatissimi, confidando nella Provvidenza di
Dio e nella gente che gli era stata affidata dal Vescovo, rimane, ovviamente, il
monumento principe che si staglia nella vita apostolica di don Romolo.
Innumeri
sono stati i momenti di questa sua «imprenditoriale» espressività creativa,
tutti finalizzati, in modo costante, e cristiano, a lenire le sofferenze, ad
apportare serenità negli animi dei singoli e delle famiglie dei «suoi»
parrocchiani; di tutti coloro, insomma, che avevano la fortuna di accostarlo.
7
- LA MADONNA DELLA STRADA
Su
questo particolare argomento che ha segnato l'inizio lo sviluppo e il destino di
Don Romolo,
riportiamo
qualche notizia più particolareggiata.
Già
Don Romolo scriveva nel suo Diario in data 10 Settembre 1961:
«Per
la chiesa si rende oramai indispensabile l'Altare della Madonna. Ancora non si
è pensato al titolo da adottare nella nostra Parrocchia. Dato il luogo dove
sorge la Parrocchia, lungo la trada nazionale di grande transito, dietro
suggerimento di S.E. Mons. Vescovo, si decide di venerare il titolo di «Madonna
della Strada».
Nella
Chiesa del Gesù a Roma esiste una Cappella - Santuario con questo titolo; la
cosa piace ai Sacerdoti e poi, quando vengono, ai parrocchiani. In Chiesa si
parla spesso di questo argomento e l'opinione pubblica e la devozione verso la
Madonna della Strada si accendono sempre di più».
In
data 18 Gennaio 1962, Don Remolo scrive ancora il suo Diario:
«Da
parecchio tempo è stato commissionato al Pittore Tarcisio BEDINI di Ostra,
insegnante alle Belle Arti di Roma, il quadro della Madonna della Strada con la
speranza che sia pronto per la III Domenica di Maggio, giorno della 1a Comunione
e festa della «Madonna della Strada»
L'immagine
della Madonna è stata copiata dal pittore nella Chiesa del Gesù a Roma, però
lo stesso pittore ha dato qualche cosa di suo (moderno) e ha posto nel Quadro la
località nostra e la realtà del titolo: «Madonna della Strada».
Il
nuovo titolo è molto piaciuto e con l'andare del tempo sarà sempre più
conosciuto.
BENEDIZIONE
DEL QUADRO
II
13 Maggio 1962 il Quadro della Madonna viene solennemente intronizzato
nell'abside della Chiesa dopo la Benedizione, officiata da Mons. Papalini e dopo
una devota e commossa processione attraverso le vie principali della Parrocchia.
Nel
1963 Don Remolo curò un Libricino di 15 pagine dal titolo: «La Madonna della
Strada», inserendovi una breve storia del Santuario, varie testimonianze di
grazie ricevute, la preghiera degli automobilisti ed altre notizie.
La
giornata più festosa e che ebbe allora una risonanza nazionale, fu la Domenica
25 Settembre quando la solenne manifestazione alla Madonna della Strada fu
trasmessa in Televisione.
L'immagine
della Madonna della Strada incastonata in un artistico tempietto
.-ima
data (sino ad oggi) relativa alla storia di questa venerata immagine è stata
evidenziata in un articolo di Voce Misena del 15 Novembre 1979:
INAUGURATA
L'ULTIMA OPERA POSTUMA DELL'ARCHITETTO MARCELLO DIAMANTINI
L'ottobre
scorso, il Ciarnin ha celebrato la Festa della Madonna della Strada, patrona
degli automobilisti, nell'anniversario della Parrocchia.
La
manifestazione religiosa è stata preparata da un Settenario di Catechesi e
varie iniziative pastorali ed è riuscita particolarmente solenne per la
partecipazione del Vescovo, di numerose Autorità, di moltissimi autisti che
hanno preso parte alla Processione con i loro automezzi, della Banda Cittadina e
di tantissimi fedeli.
liamo
una circostanza del tutto eccezionale, la benedizione della Nuova Sede della
venerata immagine della Madonna della Strada: è un tempietto - tabernacolo in
marmo, eseguito con squisita perfezione e gusto dalla Ditta Paolo di Fano, su
disegno del compianto Architetto Marcello Diamantini, deceduto il 21.6.1979
all'età di 80 anni.
spera
veramente ammirevole per le linee classiche dell'edicola che si inserisce e
completa degnamente l'abside della chiesa, fa da fondale armonico e razionale al
presbiterio e dona alla Chiesa tutta, con i suoi colori, ornamenti un carattere
dignitoso di sereno equilibrio e coronamento.
Bellissima
opera dell'insigne artista senigalliese; a Lui la nostra diocesi deve
gratitudine, stima ed affetto imperituri,
Fra
i tanti edifìci sacri, restauri e ristrutturazioni di presbiteri, cappelle,
ecc. che egli ha progettato con vero senso e, di classico disegno e di
aggiornamento dell'Arte Sacra: ricordiamo in particolare: il Seminario, le
Chiese di Marotta, Cesano, S. Pio X, Ponte del Rio, Cassiano, i presbiteri di S.
Croce e della Madonna della Rosa in Ostra, Duomo di Senigallia, del Piticchio,
ecc.
Bravissimo
e benemerito Architetto, per oltre 40 anni dirigente dell'Ufficio Tecnico del
Comune di Roma e consulente della Commissione di Arte Sacra della Diocesi di
Senigallia, la nostra riconoscente memoria.
A
Don Romolo che ha rispolverato e realizzato un progetto tanto caro a Marcello,
la nostra gratitudine.
I
SACERDOTI SUSSEGUITIVI DOPO DON ROMOLO
Mons.
ANGELO MENCUCCI fu incaricato come Vicario Economo della Parrocchia, finchè non
fosse eletto un nuovo Parroco (1 Dicembre 1981 - 31 Gennaio 1982).
Il
Vescovo poi elesse Parroco (di S. PIO X), Don PIETRO SALLEI (1 Febbraio 1982),
sottraendolo alla Parrocchia di Montignano.
La
Voce Misena del 18 Febbraio 1982, parla a lungo di questo Sacerdote, ne esalta
la lunga e pazienza Pastorale, i 28 anni trascorsi nella sua Parrocchia, a
Montignano, la stima e l'affetto dei 101 parocchiani, il grandioso Congresso
Eucaristico da lui celebrato nel 1964, le feste solenni per la Madonna del Buon
Consiglio, la costruzione di un grande edificio per le opere Parrocchiali; opera
da lui realizzata con anni di faticoso lavoro anche manuale e inaugurato poi col
nome di «Pastor Angelicus».
Rimanendo
Vicario Foraneo e Vicario Economo di Montignano, per diverso tempo ancora,
scende al Ciarnin per essere vicino a quella gente laboriosa e desiderosa di
avere un Pastore che fosse comprensivo come era Don Romolo, pronto a farsi in
quattro per aiutare la povera gente e soprattutto per organizzare le attività
Pastorali; ormai che i lavori materiali sono stati ultimati dal suo benemerito
predecessore.
Ma
il Vescovo comprese che per Don Pietro doveva essere doloroso abbandonare le
opere che gli erano sostate tanti anni di durissima fatica e sacrifici; e quindi
dopo dieci mesi, a seguito di una pressante lettera di Don Pietro, lo restituì
ai suoi Parrocchiani di Montignano, che lo accolsero con grande gioia e affidò
la parrocchia del Ciarnin al Padre Redentorista POMPILIO DI MARIA che la resse
per due anni (dal 1 Gennaio 1983 al 31 Dicembre 1984).
-Padre
Pompilio Di Maria era il titolare Parrochus, ma chi curò di fatto nel senso più
pieno della parola la parrocchia fu Mons. ERMANNO PALAZZINI con la qualifica di
«Vicarius adiutor in omnibus Vices Parodii».
Padre
Pompilio Di Maria e Mons. Palazzini rinunziarono all'incarico il 31 Dicembre
1984.
Finalmente
il 1 Gennaio 1985 fu eletto Parroco un religioso delle Pontificie Missioni
Estere (P.I.M.E.): Padre ENRICO BERETTA, di Milano già Missionario in Cina, ad
Hong Kong, per 25 anni.
Il
Superiore Generale del PIME lo inviò al Vescovo di Senigallia «per un
quadriennio». Il Vescovo Odo FUSI PECCI, nella Bolla di nomina del 1 Gennaio
1985 (allegato 8), mette in evidenza la necessità di avere un Pastore che
sappia assistere l'ingente numero di turisti italiani e stranieri che affollano
la Parrocchia nella stagione estiva, e si affida pertanto alla molteplice
esperienza pastorale di Padre Enrico, maturata nel diurno ministero già svolto
in altre chiese, sia in Italia che all'Estero, per la costante crescita della
testimonianza cristiana, per mezzo dell'assidua catechesi dei giovani, e
specialmente delle famiglie e della promozione della carità verso i popoli in
via di sviluppo e di evangelizzazione».
Nel
lungo viaggio da Milano, il nuovo Parroco fu bloccato dalla neve e giunse solo
il 15 Gennaio. Prese possesso della Parrocchia la Domenica successiva, 20
Gennaio.
Intanto
però aveva già diviso i compiti: il 19 Gennaio (perché il Parroco avesse più
tempo da dedicare all'attività Pastorale) affidò gli incarichi Amministrativi
al Consiglio per gli Affari Economici composto da Sig. Otello SANTELLI, Adrio
MENGUCCI e Dina ROSSINI.
Alcuni
beni sono intestati alla Compagnia del S. Rosario e Assunta (l'antica
Confraternita risalente al 1584, che ebbe anche come riporta il Montanari, un
Monte Frumentario); sono i tre appartamenti, la gestione del campeggio e della
Colonia Marina.
Perciò
il SANTELLI fu eletto Governatore della suddetta Confraternita. Gli altri beni
sono intestati alla Parrocchia. Fu creduto utile conservare queste istituzioni,
perché sono fonte di lavoro per molte persone e perché potrebbero cadere in
mano di chissà quali gestori che forse non educherebbero i ragazzi come può
farlo la Chiesa e i suoi laici più impegnati.
Padre
Enrico dedica tutto il suo tempo alla cura delle anime le sue prediche sono
molto ascoltate e meditate anche da gente di altre Parrocchie.
Il
suo fervore Missionario spira venerazione.
Il
20 Gennaio 1985, mentre si festeggiava la sua presa di possesso della
Parrocchia, alcuni ricordarono che in quello stesso ricorreva il XX Anniversario
della morte del Vescovo che aveva fondato la Parrocchia stessa, Mons. Umberto
RAVETTA.
Padre
Enrico è anche un valente giornalista e scrive spesso articoli brevi ma
incisivi sulla Voce Misena.
La
Parrocchia di PIO X (Ciarnin) appare viva nel pieno della sua attualità; ma le
necessità materiali sono prese in considerazione collegandole a quelle
spirituali. Ecco p. es. un articolo sulla pericolosità della strada che passa
davanti alla chiesa, per cui i bambini non possono essere mandati al catechismo
da soli, ecc. È intitolato «S.O.S. dal Ciarnin» (4 ott. '86).
Contro
il «traffico caotico», p. Enrico invoca la costruzione di un sottopassaggio,
magari per il momento servendosi del torrente Morignano; in attesa, almeno un
semaforo a richiesta... E conclude con forza: «La gente ha diritto ad avere un
approccio facile e sicuro nella propria chiesa; qui, nella casa del Signore, che
s'impara la tanto decantata moralità pubblica. Lasciar svuotare le chiese
significa riempire le prigioni».
La
Voce Mis. del 20.6.'85 aveva esposto un progetto: usare l'edificio ottagonale
del Battistero per fare una cappella «per chi, come D. Romolo, è morto sulla
strada del Ciarnin». In questa Cappella Votiva per i Caduti della Strada sarà
posto al centro il busto di don Romolo Farinelli, opera dello scultore Romolo
Augusto Schiavoni; intorno, a richiesta delle famiglie, le lapidi di tutti
coloro che siano dovunque periti sulla strada. Infatti il 23.6.'85, il vescovo
Odo Fusi Pecci ha benedetto questo sacello.
Un
giorno questo papa Pio X che sotto la modestia paesana celava pensieri profondi,
chiese
Ai
cardinali in udienza: Che cosa è più importante per la salvezza della società?
Uno
di essi rispose: - Molte scuole. - Un altro: - Molte chiese. - Un altro ancora:
- Molte vocazioni.
-
rispose Pio X - Ciò che occorre al giorno d'oggi sono molti laici virtuosi,
illuminati, risoluti e veramente apostoli» - E di questi laici nella parrocchia
di S. Pio X, ce ne sono.
Enrico
ha anche altri doni: è buon musicista e sa istruire i gruppi corali; sa
coltivare i fiori intonando composizioni artistiche e spettacolari. Purtroppo il
suo cuore non gli permette grandi fatiche e allora ha avuto una buona
ispirazione dal cielo: richiedere al suo Istituto un collaborare di cui
conosceva le grandi capacità: padre Giulio Brugnetti. Questo sacerdote
intrepido missionario in Cina per cinque anni, ma all'arrivo di Mao, nel 1948,
incontrò molte difficoltà e infine subì un pesante «processo popolare e un
quasi-martirio». Tenne alta la dignità della fede, rispondendo: «La verità
è una sola, e io l'ho detta». Nel '52 fu espulso e uscì dalla Cina con un
rimpianto che ancora lo addolora.
Adesso
è al Ciarnin, infaticabile, capace di lavorare anche in pesanti fatiche
manuali, se la casa parrocchiale ne ha necessità, ma anche pronto in ogni
momento a confessare, a predicare, a fare riunioni e a recarsi nei vari paesi
della diocesi per infervorare gli animi colla sua parola veritiera.
La
sua figura di intrepido confessore della Fede imprime negli animi la più grande
fiducia nei suoi insegnamenti. Non è da meravigliarsi se il suo più grande
persecutore, quello che al processo popolare gli diceva: «Questa volta la tua
"Malìa" (Maria) non ti salverà» - finì invece per convertirsi e
gli mandò questo messaggio:
Dite
al Padre che io sono cambiato, perché ho saputo che lui mi ha perdonato...
Ditegli che credo
e
che ho il Battesimo di desiderio». Poco dopo quell'uomo già molto malato morì
convertito.
Queste
sono per un missionario gioie inestimabili.
Oltre
alle funzioni liturgiche questi solerti padri prendono varie iniziative per
riunire i parrocchiani nella solidarietà cristiana e nel buon accordo
reciproco. P. Giulio dice che i fedeli fraternizzano specialmente in certe
occasioni che danno un'emozione collettiva e fanno sentire veramente fratelli.
Per esempio, nelle funzioni per i morti che rendono tutti partecipi alla
commozione e del dolore altrui; nelle recite dei bambini, quando gli spettatori
si sentono pieni di entusiasmo e di affetto verso quei piccoli graziosi
innocenti che fanno tanta tenerezza; e infine quando tutti si radunano in un
pranzo della Comunità, dove la simpatia conviviale favorisce la conoscenza, la
stima reciproca e la benevolenza.
Il
30 giugno 1987, P. Enrico Berretta ha dato le dimissioni da Parroco di S. Pio X,
perché trasferito dai suoi Superiori altrove. L'11 gennaio 1988 è deceduto,
dopo una lenta agonia; ne riportiamo il necrologio in Allegato n. 9.
Don
GianCarlo CICETTI
Don
Alfredo PASQUALI
9
- SERIE DEI PARROCI ED ECONOMI SPIRITUALI DI S. PIO X (Ciarnin)
1.5.1969
- FARINELLI don Remolo
muore
per incidente stradale il 30 novembre 1981
1
dicembre 1981 - 31 gennaio 1982 Economo spirituale D. Angelo MENCUCCI
1.2.1982
- SALLEI don Pietro
prende
possesso il 20.2.1982
rinuncia
il 31 dicembre 1982
1.1.1983
- Padre POMPILIO Maria
31.12.1984
1.1.1985
- Padre Enrico BERETTA
prende
possesso il 20.1.1985
è
trasferito a Roma l'I luglio 1987
1.7.1987
- Padre Danilo BISSACCO - Vicario Economo
smette
il 3 ottobre 1987
12.10.1987-
Padre Giulio BRUGNETTI
eletto
parroco civilmente
entra
in servizio il 12 ottobre 1987 (1988 vive)
.05.1987
- CICETTI don Giancarlo - canonicamente eletto:
piglia
possesso il 3 ottobre 1987 (1988 vive)
19.09.1999
- PASQUALI don Alfredo - canonicamente eletto
prende
possesso il 19.09.1999