CHIESA DETTA DELLA GABRIELLA

«LA GABRIELLA»

La Gabriella! Che cosa significa questa denominazione che ricorre sovente nei discorsi dei senigalliesi, ed è una parola che ha in sé tanta graziosita e tanta leggerezza? È un nome di donna, è una località, un paese, una Chiesa?

E davvero tutte queste cose insieme, un nome femminile, una zona delle nostre ubertose campagne, un gruppettino di case, una Chiesa.

Vediamo allora di accendere una lampada, e di illuminare le tenebre del passato, per veder d'indagare come è nata questa denominazione in questa località, e come e perché fu fatta ed esiste questa Chiesa.

Fino all'epoca del terremoto (1930) c'era sul campanile insieme con la croce, una banderuola metallica, la quale recava intagliate le lettere M L B (Marchese Ludovico Baviera). Questo è già un riferimento che acuendo la curiosità del riguardante, poteva dare alla ricerca un primo indirizzo.

La spiegazione succinta, ma completa, l'offre l'Archivio di una delle più antiche Famiglie di Senigallia, quella di Baviera.

In una Genealogia e Cronaca della medesima, manoscritto del 1700, si legge appunto: «II March.se Ludovico... errigette una Nobile e nuova Chiesa in certa sua Terra nella Villa del Morignano di Sinigallia, sotto il titolo di M.V. SS.ma e di S. Nicola da Tolentino, con il Quadro dipinto da Giovanni Bolanni di Veneta Habit.e in Pesare, provvedendo al Sacerdote di mezza Soma di Grano, alla detta Chiesa di Tré Messe, e Tré Libre di Cera, etc».

Più sotto, la Cronaca riporta: «La Signora Giovanna Gentile Girolama figlia del Sig. Gabriele de Gabrielli di Gubbio, Nobile di Sinigallia, fu Moglie di d.o Marchese Ludovico Baviera...».

Ecco dunque aperto lo scrigno dei segreti intorno alla nostra «Gabriella»; chi la eresse per dotarci dell'assistenza religiosa i coloni di quella zona, e il simpatico nome donato alla Chiesa in rievocazione della diletta e virtuosa Consorte cui il vedovo marito lasciò anche un'iscrizione «in Mestitiae et Amoris Argumentum».

A.Baviera

(da «II Marchese Dr. A. Baviera» a cura di D. Angelo Mencuccì; Tip. March., 1977)

 

 

Questa Chiesa è posta sul colle in faccia al mare per la strada che da Sinigaglia conduce per la via di mezzo a Montignano, sotto la Parrocchia del Portone, detta comunemente la Gabriella, e sotto l'invocazione di San Nicola da Tolentino, di ragione di Casa Baviera ed Augusti.

Essa è un solo Altare senza alcun obbligo di Messe; alla sola Festa di San Nicola, li 10 settembre, si fa officio di Messe dieci, o più o meno, per divozione dei suddetti Patroni. le Feste, poi, tutti i contadini vi fanno celebrare la Messa per mezzo di un Cappellano amovibile, loro commodo coll'emolumento delle questue.

(Visite Castelli, Tomo A, pag. 82 ed altre Visite).

Gabriele Gabrielli fece edificare la suddetta Chiesa in una sua possione sotto detto titolo di San Nicola Da Tolentino, sebbene, per modo di provvisione, nell'Altare vi pose l'Immagine della Beata Vergine Madre col Bambino e Sant'Anna, ma non la dotò; bensì Innocenza Maria Leonardelli, vedova di detto Gabrielli, come Madre e Tutrice di communi figli, in séguito di Rescritto dei 11 giugno 1682 e consenso del Parroco del Portone, in detto giorno fece l'obbligo di mantenere detta Chiesa e sue suppellettili e quant'altro occorresse per la Santa Messa.

(Protocollo 1682, Pagina 104).

Casa Baviera vi ha il peso di tré Sante Messe: una, nel giorno della Madonna della Neve, se non di domenica o infra l'ottava; altra, li 25 agosto, giorno di San Ludovico Rè di Francia; e la terza, li settembre, festa di San Nicola da Tolentino, con portare in questo giorno treLibre di cera e pagare Messe «tre Paoli l'una», a rògito Mostarda 6 decembre 1740.